La vacca maremmana

La vacca maremmana deriva dall’Uro (Bos primigenius), un bovino selvatico originario dell’Asia centrale, presente in Europa e nell’Africa settentrionale a partire da circa 160.000 anni. L’Uro ha rivestito un ruolo di primo piano nella sopravvivenza dei popoli cacciatori-raccoglitori del Paleolitico e dell’alto Neolitico.

Gli Etruschi lasciarono varie testimonianze artistiche di bovini dalle lunghe corna come ad esempio nella tomba dei Tori di Tarquinia (530-520 a.C.). Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) descrisse un bovino rustico, dalle grandi corna, diffuso nei boschi e nelle macchie dell’Italia centrale e da lui definito Bos silvestris. Probabilmente questo antico progenitore della vacca maremmana è stato presente in Italia fino al Medioevo per poi ritirarsi in Polonia dove si estinse nel 1627, incalzato dalle trasformazioni ambientali, dal disboscamento e dalla caccia.

La vacca maremmana, discendente da questi antichi bovini selvatici, vive oggi come allora allo stato brado sui pascoli dell’Agrihouse secondo le regole dell’allevamento estensivo che riduce al minimo l’impatto ambientale. Si nutre al pascolo e di erba medica (Medicago sativa L.) e fieno raccolto sui campi. Nessun prodotto chimico o industriale viene somministrato ai nostri animali.  La Vacca Maremmana è una delle mucche più docili allevate dall’uomo. È un animale molto socievole e vive in branco. Da sempre la vacca maremmana è stata preziosa alleata del contadino: i suoi impieghi principali erano l’aratura dei campi e il trasporto di persone e prodotti delle campagne. Si tratta di un animale molto resistente alle intemperie, è solito ripararsi durante forti temporali nel bosco e partorire i propri piccoli (fino a 3 alla volta) in luoghi sicuri e appartati, per poi portarli nel branco solo dopo 2 o 3 giorni, quando il cucciolo può camminare bene e cavarsela da solo.